L'area espositiva fieristica, collocata all'interno dei locali del Santuario Pontificio e con accesso nella centralissima via Roma, e' di circa 2500mq su due livelli, ha una superficie esterna di circa 1000mq ed un vastissimo parcheggio adiacente ad essa; inoltre dispone di una nuovissima e modernissima sala conferenze per i tanti momenti culturali che contraddistinguono gli eventi della Citta' mariana, da sempre considerata fulcro del turismo campano e che raccoglie consensi in tutto il mondo. Quest'ultimo punto in particolare, abbinato ad un grande spirito organizzativo delle associazioni locali, fa si che ospiti e visitatori abbiano a disposizione strutture ricettive di primo ordine con la possibilita' per entrambi di associare l'appuntamento fieristico a quello culturale (Scavi Archeologici) ed a quello religioso (Santuario della Madonna del Rosario).
FIERA MOSTRA MERCATO NAZIONALE DEL RADIOAMATORE
Con la settima edizione (2009), la MOSTRA MERCATO NAZIONALE DEL RADIOAMATORE, dell'elettronica e dell'informatica "Citta' di Pompei" ha l'ambizione di porsi in posizione di primo piano tra gli incontri di settore nel centro/sud Italia; tutto questo grazie alle adesioni ricevute da Espositori (che comprendono i nomi di maggior spicco in ambito italiano), al nuovo spazio fieristico ma soprattutto al grande successo che la stessa ha riscontrato a livello nazionale nelle sue precedenti edizioni.
FIERA SAPORI&SAPERE
La prima edizione della Fiera "Sapori&Sapere" e' dedicata ai prodotti tradizionali della Regione Campania, universalmente nota come la culla della dieta Mediterranea. Grazie al ricco patrimonio di prodotti agro-alimentari del territorio campano e con le tradizioni locali, si intende presentare e promuovere i prodotti e le ricette tradizionali raccolte tra testimonianze popolari e testi antichi ma soprattutto la possibilita' di utilizzare questi prodotti come strumento di marketing territoriale favorendo incontri tra gli operatori ai vari livelli della filiera agroalimentare. Alla kermesse non mancheranno momenti culturali con convegni e seminari che vedranno coinvolti Istituti alberghieri, Universita' e stampa. Anche essa come le altre fiere, avra' luogo nella centralissima area fieristica del Santuario della Madonna del Rosario.
FIERA POMPEI EXPO'
Pompei Expo' e' un appuntamento annuale di grande prestigio ed una vetrina per tutte le realta' commerciali che hanno come proprio simbolo il Made In Italy. In essa e' di scena tutto cio' che e' espressione di business, dalla inventiva per la produzione alle strategie di marketing. Come le altre fiere, ha luogo nella centralissima area fieristica del Santuario di Pompei e dura circa 10 giorni, nel periodo antecedente il Natale. E' bastata una sola edizione per farle ritagliare un importante spazio all'interno del panorama fieristico campano.
LA STORIA DI POMPEI
La storia di Pompei inizia verso la fine del II millennio a. C., quando le popolazioni italiche della Campania centro-meridionale, gli Opici, occuparono l'estremita' di un'antichissima colata lavica che, dalle pendici meridionali del Vesuvio, si protendeva verso il mare. Questo pianoro dalle pareti scoscese, circondato su due lati dal fiume Sarno e situato vicino alla costa, si presentava ai suoi primi abitanti come un luogo ottimale per l'insediamento: poteva essere facilmente difeso, l'acqua non mancava e l'attivita' preistorica del vulcano aveva reso fertili le terre circostanti. Inoltre dal pianoro di Pompei si dominava quasi tutta la costa del Golfo di Napoli e si poteva controllare la foce del fiume, punto di arrivo al mare delle vie e dei traffici provenienti dalla pianura interna. Di questo primo abitato non sappiamo praticamente nulla, poiche' gli strati piu' antichi sotto le case della citta' romana non sono stati quasi mai raggiunti dalle ricerche archeologiche. Tutto quello che ci rimane e' un nucleo di frammenti ceramici raccolti in vari punti della citta'. Molto tempo dopo, nel VI secolo a. C., avvenne la prima grande trasformazione dell'antico abitato. Tutto il pianoro venne cinto da un muro di fortificazione e furono costruiti per la prima volta i templi piu' antichi della citta': il tempio di Apollo e il tempio dorico. Nonostante sia stata accertata gia' in quest'epoca la presenza di imponenti edifici pubblici, ampie porzioni dello spazio racchiuso dalle mura non furono edificate e probabilmente utilizzate per l'agricoltura o per l'allevamento. L'approdo presso la foce del fiume aveva intanto favorito la nascita di un mercato, dove si concentrarono le attivita' commerciali tra le genti italiche e le popolazioni greche ed etrusche della regione. Alla fine del V secolo a. C. Cuma e Capua, le due "capitali" della Campania, furono conquistate dai Sanniti, un popolo italico che proveniva dalle zone interne dell'appennino abruzzese e molisano, attirato dalle fertili terre vicine alla costa. L'ondata degli invasori investi' probabilmente anche il piccolo centro di Pompei, ma la struttura dell'abitato resto' sostanzialmente immutata. L'ultima fase della storia della citta' inizia con il II secolo a C., quando Roma concluse felicemente la seconda guerra contro Cartagine e consolido' il suo potere sulle citta' campane. Pompei si abbelli' con edifici, sia pubblici sia privati, simili a quelli che si trovavano nelle citta' latine e a Roma stessa. Nell'80 a. C. il dittatore romano Silla conquisto' militarmente Pompei dopo un lungo assedio e vi fondo' una colonia. Da questo momento in poi i magistrati sannitici (meddices) vennero soppressi e la citta' fu retta da un senato di circa 100 membri (ordo) da due edili (magistrati addetti alla manutenzione dei monumenti e delle strade della citta') e da due duoviri (i sommi magistrati a cui era affidato il potere esecutivo). Nel 62 d. C. un disastroso terremoto si abbatte' sulle citta' del Golfo di Napoli danneggiando gravemente anche Pompei. Nerone, allora imperatore, si impegno' personalmente nella ricostruzione delle citta' colpite dal sisma. Si trattava pero' dell'inizio della fine. Alla prima grande scossa ne seguirono altre di minore entita', ma con frequenza sempre piu' intensa. Molte case ed edifici pubblici erano ancora in riparazione la fatidica notte del 24 Agosto 79. Pompei ha origini antiche quanto quelle di Roma: infatti la Gens Pompeia proveniente dagli Oschi, uno dei primi popoli italici, nel VIII secolo a.C., fondo' e diede il nome al primo aggregato urbano. Luogo di passaggio obbligato tra il nord ed il sud, tra il mare e le interne ricche vallate, ben presto Pompei diventa importante nodo viario e portuale e, pertanto, ambita preda per i potenti stati confinanti. Primo a sottomettere Pompei e' lo Stato greco di Cuma. A questo, solo per il periodo tra il 525 e il 474 a.C., viene sottratta dagli Etruschi in piena espansione. Sul finire del quinto secolo e' conquistata dai Sanniti che dalla zona appenninica di Isernia dilagano prepotentemente verso il mare Tirreno. Nel 310 a.C. anche i Sanniti vengono sconfitti dai romani e, Pompei, e' consociata al nuovo Stato. Ribellatasi con la Lega Italica nell'89 a.C., viene espugnata da Silla, e pur salvandosi dalla distruzione, perde ogni residua autonomia divenendo Colonia Veneria Cornelia P. in onore del conquistatore. In questi seicento anni ogni popolo invasore trapianta i propri costumi e la propria arte a Pompei, soprattutto i Sanniti di cui restano, dopo quattro secoli di progressiva romanizzazione, impronte rilevanti nelle costruzioni e nell'arte.
LA TRAGEDIA
Nonostante tante travolgenti vicissitudini politiche, Pompei continuo' incessantemente il suo sviluppo da modesto centro agricolo a importante nodo industriale e commerciale. La prima vera grande sciagura sopravviene con il terribile terremoto del 62 d.C., che riduce la citta' a un cumulo di macerie. Solo l'indomita tenacia e la capacita' dei cittadini superstiti riescono ben presto a riattivare le attivita' industriali, commerciali ed a ricostruire la citta' semidistrutta. Gia' stanno provvedendo ad ultimare e ad ampliare i templi quando improvvisa sopraggiunge la seconda e irreparabile sciagura: il Vesuvio, da secoli considerato un vulcano spento e quindi ricco di vigneti e di ville rustiche e di residenze sontuose, il 24 agosto (per i naturalisti il 24 novembre) del 79 d.C., poco dopo mezzogiorno, si ridesta improvviso ed esplode con una potenza inesorabilmente distruttrice. Plinio il Giovane, da Miseno, e' testimone dello spaventoso spettacolo il cui aspetto e forma nessun albero puo' rappresentare meglio di un pino; ne da' una descrizione impressionante scrivendo anche le vicissitudini e la fine tragica dello zio (Plinio il Vecchio) che, trascinato dalla passione scientifica, accorre con una nave ad osservare da vicino lo spaventoso fenomeno e muore per soccorrere e rincuorare l'amico Pomponiano. Rapidamente sulle fiamme che salgono altissime si distende una immensa e nera nuvola che oscura il sole. Un diluvio di lapilli e scorie incandescenti si riversa su Pompei. Crollano mura e tetti e poi un'ondata di cenere mista ad acqua, cancella ogni forma di vita. Nel buio continuo la scena apocalittica e' esaltata dai fulmini, terremoti e maremoti; i pochi superstiti che cercano scampo verso Stabia e Nocera vengono raggiunti e uccisi dai gas velenosi che si propagano ovunque. Questo inferno dura tre giorni e poi tutto e' silenzio. Una coltre di morte, con cinque o sei metri di spessore, si stende da Ercolano a Stabia.
IL RISVEGLIO DOPO DICIANNOVE SECOLI
Il Vesuvio rimarra' desto per secoli e secoli sino ai giorni nostri; le altre citta' saranno ricostruite piu' o meno nello stesso posto, ma Pompei non risorge piu' quasi per duemila anni. La gente teme il terribile sortilegio incombente sul luogo. Sciacalli e cercatori di tesori trafugano per quanto possibile i resti ancora affioranti, poi Pompei viene dimenticata e se ne perde ogni traccia. Mille-seicento anni passano prima che se ne incontrino le prima vestigia e altri centocinquanta anni perche' si abbia la sensazione della scoperta della citta'. Iniziano cosi' gli scavi sotto i Borboni, ma solo per depredare la citta' delle opere piu' interessanti, opere che ben presto formano il grande Museo Nazionale di Napoli. Ai primi dell'Ottocento, scavi ancora affrettati mettono in luce il Foro riducendolo a poco piu' di un cumulo di rovine. L'eccezionale stato di conservazione viene in parte recuperato con Giuseppe Fiorelli nel 1860. Questi da inizio a scavi sistematici e accorti ed e' il primo a rilevare le impronte colando il gesso nello spazio lasciato dalle sostanze organiche dissoltesi nel lapillo compatto; con questo sistema riprendono forma i corpi degli uomini e degli animali, di piante, di oggetti polverizzatisi millenovecento anni fa. Nei decenni che seguono, l'opera di restauro e di ripristino raggiunge livelli eccezionali e sin dal 1909, con Vittorio Spinazzola, gli edifici sono ripristinati dal tetto alle fondamenta ed ogni cosa, salvatasi per tanti secoli sotto il lapillo, ritorna alla luce. Questo tipo di scavo sempre piu' perfetto prosegue nella citta' ancora non scoperta (circa il 25%) e cosi' Pompei, in questi ultimi anni, sembra risorgere miracolosamente, quasi si ridestasse dopo un sonno di diciannove secoli, dove ai vecchi abitanti operosi e appassionati ci siamo sostituiti noi frettolosi visitatori. Pompei nasce sull'estremita' di un'antica colata lavica alta 40 metri, sul mare e sulla foce del fiume Sarno allora molto piu' vicini alla citta'. Il primo centro, prevalentemente agricolo, corrisponde all'attuale zona intorno al Foro. Il rinnovamento e l'espansione ha inizio ben presto per mano dei Greci (e per breve periodo anche degli Etruschi) che iniziano un nuovo Foro, cioe' il Foro triangolare, e continuano piu' o meno ordinatamente il tracciato viario. La massima espansione e' raggiunta con i Sanniti si' che, all'intervento dei Romani, le poderose mura hanno gia' il loro definitivo sviluppo di tre chilometri limitanti un centro urbano di 66 ettari. Pompei sannitica alla fine del quarto secolo e' gia' una citta' considerevole, superiore alle altre vicine ed all'ancor modesta Neapolis; e' un centro destinato a superare Cuma, ma l'ingresso nella sfera politica romana rallenta ogni ulteriore espansione. Infatti nei 350 anni che seguono il tessuto urbanistico non viene alterato e il continuo rinnovamento s'innesta perfettamente nella citta' sannitica. L'intervento di Roma imperiale si accentra sui lavori di sistemazione e aggiornamento: vengono creati alti marciapiedi (con passaggi su grosse pietre sporgenti poiche' le strade sono prive di fogne); il traffico viene regolato da una razionale disciplina che determina zone riservate ai soli pedoni (esempio: il Foro) e zone con accessi controllati (esempio: l'Anfiteatro); i bagni pubblici (Terme) sono incrementati e dislocati sui tre nodi di maggior richiesta; i centri cittadini sono integrati e potenziati per tre distinte funzioni sociali. La citta' sin dai tempi dei Sanniti era divisa in nove zone da due arterie longitudinali (decumani) e due arterie trasversali (cardini); ogni zona o regione corrispondeva all'incirca ad un quartiere con proprie feste rionali, programmi elettorali e caratteristiche economiche e commerciali. Presso le porte cittadine e attorno al Foro sorgevano alberghi (Hospitia) e rimesse per gli animali (stabula); sulle vie principali abbondavano osterie (cauponae) e gli antenati dei bar (thermopolia). Ogni edificio aveva la propria cisterna alimentata dai tetti a compluvio, Roma costrui' una deviazione dell'acquedotto augusteo del Senno e l'acqua venne distribuita alle terme, alle fontane pubbliche e alle abitazioni piu' ricche. Poche erano le fognature e quasi tutte serventi le latrine pubbliche; le abitazioni si servivano di singoli pozzi assorbenti. Pompei aveva circa 20.000 abitanti tra numerosi mercanti, liberti e schiavi, (di origine campana, greca e asiatica) e meno numerose famiglie patrizie (di origine sannitica o di immigrazione romana). Il ceto mercantile andava dilagando sempre piu' nella citta' a tal punto che le vecchie residenze si stringevano o scomparivano del tutto invase da nuovi negozi e industrie; come pure i nuovi arricchiti adattavano a ricche residenze le severe case sannitiche, spesso unendo anche due o tre vecchi alloggi. Negli ultimi anni, con la "pace augustea" e il decadimento di ogni necessita' difensiva, le costruzioni iniziano ad invadere e a scavalcare le possenti mura. Pompei era governata da due reggenti (duoviri) in carica per cinque anni. Collaboratori erano i due aediles (preposti all'igiene, ai pubblici spettacoli, al mercato ed al vettovagliamento della citta') e il consiglio supremo (ordo decurionum) formato da cento pompeiani eletti per meriti speciali.
Hotel Piccolo Sogno
Via Carlo Alberto (1ª traversa), 2
80045 Pompei (Na) - Italy
tel +39 081.863.12.79
fax +39 081.196.64.253
mobile +39 335 84.19.385 info@hotelpiccolosogno.it